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Napolitano ricorda il 25 aprile

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“Viva e sincera è la mia emozione perché fu Milano che assunse la guida politica e militare della Resistenza“: così un commosso Giorgio Napolitano ha ricordato al Teatro La Scala il 25 aprile in occasione del 65esimo anniversario della Liberazione, che fu anche - ha sottolineato il Presidente della Repubblica - “la festa della riunificazione d’Italia” che ha un “profondo significato nazionale”.
Intensa anche la parte del discorso dedicata ad uno dei più amati tra i suoi predecessori: “Nella mia rapida rievocazione del ruolo di Milano in quegli eventi, è risuonato il nome di Sandro Pertini. E non c’è migliore occasione di questa per ricordarlo a vent’anni dalla scomparsa. Perché il suo nome spicca in tutto il percorso della Resistenza, tra quelli che da Milano la guidarono, come protagonisti del Comitato di Liberazione Alta Italia, del Comando del Corpo Volontari della Libertà, del Comitato insurrezionale”.
L’unità d’Italia, ha detto Napolitano, rappresenta tuttora “una conquista e un ancoraggio irrinunciabile, non può formare oggetto di irrisione, né considerarsi un mito obsoleto, un residuo del passato”. Dal riconoscimento del valore per tutti della Resistenza, superando gli “steccati” tra le forze politiche di oggi, deriva anche la possibilità di un confronto sereno e produttivo attraverso “una comune assunzione di responsabilità”.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha commentato positivamente il discorso: “Un intervento assolutamente positivo, apprezzabile e per certi versi anche eccezionale per celebrare questa ricorrenza”.