Arcipikkia 2.0

Circolo IL PONTE Ginosa

Wednesday, Nov 22nd

Last update03:04:17 PM GMT

You are here:: Home

Giugno

E-mail Stampa PDF

Almanacco del mese di giugno

Giugno era sacro a Giunone, dea della prosperità

Antiche credenze
Il culto dei Santi – Il 29 giugno si festeggia San Pietro e Paolo. Pietro fu il primo a predicare la discesa dello Spirito Santo. La festa  di San Pietro e Paolo è antica. I loro nomi vengono associati il 29 giugno perché, pur mancando prove storiche, a lungo si ritenne che nell’anno 67 e nello stesso giorno, i due discepoli abbiano sacrificato la vita per amore di Cristo. Nella credenza popolare si ritiene che San Paolo guarisce chi colpito dai morsi di rettili. La tradizione vuole, inoltre, che il settimo figlio venga chiamato Paolo. Egli riceve il dono di domare i serpenti e di far guarire dalle punture. San Pietro è invocato dai contadini per domare il “male tempo”. I santi, nella cultura popolare, hanno una loro specificità di interventi: San Rocco protegge dalla peste e dall’ulcera; San Lorenzo dall’ulcera e dalle ustioni; San Michele dalle epidemie; Sant’Antonio Abate dall’erpes zoster; San Biagio i sofferenti di gola; Santa Lucia gli occhi; Santa Caterina da Bologna le donne che rischiano l’aborto; Sant’Ignazio da Loyola chi soffre di disturbi all’apparato digerente; Santa Rita, dai “casi più impossibili”. Il popolo ha sempre confidato nell’intercessione dei Santi; ha sempre dubitato dei medici e delle loro medicine. Dicono i più vecchi: “Quanne la morte s’avvecine non ce volene né mièdece e né medecine”. (da Almanacco popolare “Terra delle Gravine” – anno 2006)

Erbe mediche e loro uso
Nel mese di Giugno si possono raccogliere: camomilla, altea, borragine malva, papavero rosso, rose, sambuco, tiglio,(fiori); altea arancio amaro, cardo santo, cicoria, belladonna, malva, digitale (foglie); ciliege, fragole, papavero sonnifero (frutti); rosmarino, timo volgare, issopo (semi).
Papavero rosso (Papaver Rhoeas) fam. Papaveraceae – Pianta con peli patenti, setosi sui fusti. Petali di colore rosso-vivo macchiati di nero alla base. Frutto a capsula ovata con semi piccoli reniformi. Sostituiva l’antico papavero da oppio (papagna).
Cicoria selvatica
(Cichorium Intybus). Fam. Compositae. Pianta rigida con fusti solcati e fiori azzurri . Foglie laceolate.
Per curare l’itterizia si usava bere una tazza al giorno, a digiuno, di un decotto di radici (gr. 30 di radici in 1 litro d’acqua  fatte bollire per 20 minuti).
Lo stesso decotto era impiegato, come lavaggi, per ridurre l’acne.
Le foglie del decotto, invece, impastate con olio d’oliva caldo, venivano frizionate sulla pancia per lenire i dolori intestinali. (cfr “Come si curavano i nostri nonni” ed.  Congedo)

Previsioni (popolari) del tempo
L’acque de giugne arruine ‘u munne (giugno piovoso è un gran danno)
A Sante Vite, va’ fore e vite (A metà giugno è tempo di guardare gli uliveti)
A Sante Vite, jié  tièmpe ca metite! (A metà giugno è tempo di mietitura)

Diceva il contadino
Ci vuò campà viate, zapp, a funne e carrisce rumuate (Se vuoi avere un buon raccolto dissoda e concima bene il terreno)
Ci zappe vève all’acque e ci fotte vève a votte (Chi vive di raggiri ed espedienti vive meglio di chi lavora onestamente)

Dicevano i nostri nonni

‘Na volte all’anne no fasce danne, ‘na volte o mèse porte spèse, ogni jiuorne è ‘nu latuorne (Farsi passare uno sfizio, una volta all’anno non fa danno, una volta al mese si sopportano alcune spese, ogni giorno diventa un vizio )