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No alle trivellazioni dei fondali del golfo di Taranto

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di Aca

Le multinazionali petrolifere non hanno limiti. Il loro business viene prima di tutto e le trivellazioni dei fondali del mar Jonio e nel golfo di Taranto sono il prossimo obiettivo.
Il progetto prevede la installazione di  mostri a 70 metri dalla battigia, nel golfo di Taranto, investendo un’area complessiva che comprende le sponde di Puglia e Basilicata (area del Metapontino). Le multinazionali che hanno ottenuto le concessioni per il trivellamento dei fondali sono l’Eni (per la parte pugliese) e la Consul Service (per la parte lucana), alla quale nello scorso autunno avrebbe lasciato il posto l’Appennine Energy srl.
I pareri contrari espressi nelle delibere dei vari Consigli comunali interessati, a nulla sono valsi, come anche quelli dei governatori Nichi Vendola (Puglia ) e Vito De Filippo (Basilicata), dal momento che nel DdL “Energia” è stato inserito l’emendamento proposto dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola che di fatto espropria le regioni dalle VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
«La distruzione del paesaggio, oltre alle albe joniche raderà al suolo tutta l’economia turistica, posti di lavoro e gli investimenti turistici nella zona»,è quello che afferma Felice Santarcangelo, del comitato No-Scorie Trisaia. E, aggiunge: «Aumenterebbe l’erosione delle coste mettendo in crisi le spiagge, i campi agricoli e i villaggi turistici per tutto il lido lucano. Oltre  a perdere le nostre attività economiche ci ritroveremo un territorio inquinato senza le risorse necessarie per sostenere tutti i servizi di c i la regione ha bisogno. Nei fondali marini dello Jonio esistono ancora vulcani attivi e il terreno è geologicamente giovane.»(fonte Giacomo Russo Spena – Il Manifesto). Ma le varie associazioni ambientaliste non nascondono le loro preoccupazioni anche relativamente all’ecosistema marino: l’estrazione petrolifera sarebbe distruttiva per la flora e la fauna.
Inoltre, il fenomeno che si metterebbe in atto, con l’avvio delle trivellazioni è quello di «subsistenza»  per il quale si intende ogni movimento di abbassamento verticale della superficie terrestre, indipendentemente dalla causa che lo ha prodotto. Il fenomeno può essere provocato da cause naturali (processi tettonici, movimenti isostatici ecc) o indotto dall’uomo, in tal caso si esplica, generalmente in un periodo di tempo relativamente breve (al massimo alcune decine di anni) provocando danni a opere e attività umane. L’abbassamento del suolo a seguito di estrazioni di gas fino ad oltre 5 metri possono generare allagamenti.
Per questa ragione, per esempio, l’ex presidente del Veneto , il pidiellino Giancarlo Galan  ha vietato l’attuazione di progetti simili nel golfo di Venezia.